La musica come espressione dell’essere

Zanni Babele

Una riflessione sul senso della musica come manifestazione profonda dell’essere, interrogando Adorno e il suo giudizio sulla tonalità. Partendo dalla dialettica tra ordine e dissonanza, si propone la musica tonale come un’espressione necessaria della vita, specchio dell’armonia intrinseca dei viventi, e la musica atonale complementari per comprendere l’esistenza, come una testimonianza delle fratture del reale. Entrambe, nate dalla stessa spinta vitale, diventano modi oscillante tra significato e caos, bellezza e assurdo. [Tratto da La Panarie n° 227 – Dicembre 2025]

di Filippo Codutti

“Come non sentire ch’è pura gratitudine per il mondo anche l’essere umiliati e nudi?”

(P.P. Pasolini, Le ceneri di Gramsci, Récit)

Ogni giorno della nostra permanenza su questo pianeta possediamo coscienza, e deteniamo quindi la capacità di prendere delle posizioni. La decisione essenziale che ognuno di noi deve prendere però credo che rimanga spesso sommersa da infinite altre frivole distrazioni. Questo essenziale atto di coscienza è paragonabile a una danza sul limite di un baratro. Si tratta di scegliere la serenità, di fronte alla vita. Questo, a mio parere, è ben diverso dallo scegliere l’atarassia o l’ottimismo cieco come risposta ad essa. Se con baratro si intende la mancanza di un ordine significante, cioè che dona significato, a governare l’esistenza umana, la danza diventa un atto volontario che nasce da un profondo rispetto verso le forme del mondo. Tuttavia danzando ci si rende conto che un atto volontario proprio non era. Da sempre è stato un atto necessario, su una musica indefinibile, una spinta vitale indisponibile a cessare e diretta verso la vita stessa. Attraverso una discussione sulla musica cercherò di illuminare ciò che, guardando e pensando l’universo, già s’illumina di per sé.

In ogni incontro che ho fatto con il pensiero di Adorno sono rimasto colpito sia per la critica che aveva opposto alla società totalmente amministrata, Sia per il ruolo che lui riconosceva e attribuiva alla musica, in particolar modo a quella dodecafonica o atonale, nella società. Mi sono chiesto cosa davvero poteva significare per l’umanità la musica, quanta verità e realtà nascondeva il suo misterioso linguaggio che tutti utilizzano, e che alcuni pensano di comprendere mentre altri si limitano ad averne esperienza. Il fatto più importante però è che la musica muoveva e muove gli animi.

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