di Shauni Adami
La mostra “Impressionismo e modernità. Capolavori dal Kunst Museum Winterthur” ospitata a Casa Cavazzini, ci dà l’occasione per ripercorrere la storia dell’arte europea dall’Impressionismo al Post-Impressionismo, dal Cubismo al Surrealismo fino all’Astrattismo, attraverso opere di maestri come Monet, Picasso, Magritte e Kandinsky.
Il dialogo tra il mecenatismo svizzero a vocazione parigina e l’eredità culturale di Casa Cavazzini crea un ponte inedito tra due forme di modernità. Quello che nasce da un’esigenza logistica si trasforma così in un’opportunità culturale straordinaria per il Friuli, confermando la capacità dell’arte di aprire percorsi inattesi.
Quale occasione migliore di un restauro per portare una collezione in trasferta all’estero? È quello che è successo ad una sezione del museo di Winterthur di Zurigo che, grazie all’ampio restauro del suo edificio principale, ha richiesto uno spostamento della sua collezione. È così che le opere in esso contenute sono state accolte da Casa Cavazzini a Udine.
La collezione d’arte francese del museo di Winterthur si fonda sul contributo di mecenati privati che all’inizio del XX secolo decisero di condividere con il pubblico le loro collezioni contrastando il provincialismo culturale della Svizzera. Oggi a Udine, il mecenatismo che guarda a Parigi dialoga con l’eredità di Antonio Marangoni, fulcro della collezione di Casa Cavazzini, facendo da ponte culturale tra due forme di modernità.
Il percorso espositivo prende avvio dall’Impressionismo, il movimento che segna la rottura con il mondo accademico. Una vera svolta nella storia dell’arte: gli artisti rivolgono la loro attenzione a nuovi soggetti, abbandonando i temi mitologici e storici per concentrarsi sulla quotidianità e la natura, spesso dipinta direttamente en plein air.
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