Recensione a “Odissea” di Christopher Nolan
di Maria Rita Eramo
“Anche i dolori sono, dopo lungo tempo, una gioia,
per chi ricorda tutto ciò che ha passato e sopportato”
Omero
Perché tutto questo affaccendarsi a parlare dell’Odissea di Nolan? Non possiamo dimenticare che i miti hanno sempre avuto una importante funzione rivelatrice. Non sono semplici favole, ma funzioni e archetipi della psiche umana. Nolan è riuscito a rendere umano un eroe mitico trasformando le sue peripezie in un viaggio psicoanalitico sul trauma e sulla colpa. Matt Damon incarna un Ulisse che, solo alla fine, quando ha fatto i conti con i suoi traumi post bellici e i suoi sensi di colpa riesce a pacificarsi. Ora più che mai, in questo periodo storico così cupo, c’è un profondo bisogno di comprendere come le guerre non risparmino mai nessuno!
I tradimenti a Omero sono stati diversi, ma inevitabili, la scrittura e la settima arte non possono vivere delle stesse suggestioni. Rimane un po’ di rammarico: avrei voluto un Polifemo diverso, con quell’immancabile battuta “Nessuno”, che probabilmente in tanti ci aspettavamo. Però resta anche la comprensione che, cinematograficamente, quella mostruosità è arrivata d’impatto.
Nolan tradisce, ma riesce anche a dare uno spazio narrativo diverso alle magnifiche presenze femminili: la pazienza di Penelope si fonde alla sua determinazione; Circe riesce a inquietarci con il suo rancore, ci turba con quel confine così labile tra uomo ed animale. Anche se sarà proprio l’animale Argo a commuoverci di più. In tutta questa narrativa cinematografica che riesce per ben tre ore a tenerci incollati. Poi rimane intenso l’eco delle sirene che ci ricorda: «che quello che vuoi di più è quello che non puoi avere e quello che non puoi avere è quello che avevi già, e che hai perso!». Insegnamenti che ci ricordano di imparare ad apprezzare ciò che abbiamo prima che diventino un ricordo lontano.
È un Nolan che sembra avvicinarsi all’umanità di Oppenheimer, che ci lascia con un messaggio fondamentale, oggi più che mai, dove il vero eroe è colui che sa rendersi umano! Questo è uno di quei film che bisogna necessariamente andare a vedere al cinema, lasciandoci guidare nel mare come Ulisse lascia che sia la natura e il mare in tempesta a condurlo a casa: «Rinuncia alla lotta e vivi senza controllo, vai con fiducia verso il mondo e naviga verso terre sconosciute senza controllo»