Il nuovo libro di Sergio Sarti presentato a Casa Cosattini-Jacchia

Casa Cosattini Jacchia

Oggi, Mercoledì 23 settembre, alle ore 18:30 si terrà presso il giardino di Casa Cosattini-Jacchia la presentazione del libro Il senso della vita di Sergio Sarti, raccolta di “racconti partigiani” e altri scritti di tenore autobiografico-filosofico.

Si tratta del primo evento pubblico nella nuova sede dell’Associazione Partigiani “Osoppo-Friuli”, luogo con una forte valenza simbolica. Teatro della violenza fascista, la casa fu abitata dalla famiglia Cosattini, che fu tra le prime e più note famiglie di Udine ad aver preso parte al movimento della Resistenza e alla ricostruzione. Vi vissero in particolare Giovanni (1878-1954), deputato socialista con Matteotti, sindaco di Udine e membro dell’Assemblea Costituente, i figli Luigi (1913-1945) giurista deportato a Buchenwald e Alberto (1916-2010), e vi trovò rifugio Graziella Jacchia, giovane ebrea veneziana.

La conferenza avrà luogo nel giardino della casa, in attesa che si completino i lavori di ristrutturazione necessari a renderla agibile. In caso di maltempo l’evento si svolgerà presso l’aula magna del liceo Classico “Stellini”, dove Sarti insegnò. Interverranno il presidente dell’Associazione “Gli Stelliniani” Andrea Purinan, il figlio Massimo Sarti, il curatore della raccolta Enrico Petris – entrambi coinvolti nel ritrovamento degli inediti –, il presidente dell’Associazione Partigiani “Osoppo-Friuli” Roberto Volpetti e l’Assessore alla Cultura del Comune di Udine Federico Pirone; l’attore di teatro Francesco Cevaro  effettuerà delle letture dei testi.

La pubblicazione edita La Nuova Base contiene otto racconti, di cui solamente due precedentemente noti: La bambola e Quel giorno, a Pratolungo, quest’ultimo confluito nel romanzo Fino all’alba (Aviani & Aviani, 2023) e incentrato sulla vicenda di Porzûs. I primi cinque sono stati composti a cavallo della fine della Seconda guerra mondiale, in prossimità dei fatti narrati, e nelle intenzioni dell’autore erano raggruppati in una raccolta di “racconti della montagna”, denominata appunto Il senso della vita, dedicata “ai caduti della brigata Osoppo”. Gli ultimi tre sono di composizione più tarda, ma argomento affine.

«Accostarsi agli scritti di Sergio Sarti equivale, per molti aspetti, a inoltrarsi in uno spazio intellettuale ancora sorprendentemente vitale, nel quale colpiscono la perdurante freschezza, l’attualità dello sguardo e la ricchezza di una riflessione che si conserva integra a oltre vent’anni dalla sua scomparsa», scrive Roberto Volpetti nella prefazione al volume.

Prima di diventare uno stimato insegnante e filosofo – tra i principali studiosi italiani della filosofia ispano-americana – Sergio Sarti fu partigiano della brigata Osoppo con il nome di battaglia Gino. La sua partecipazione a diverse battaglie nel Friuli Orientale (battaglia di Nimis, battaglia di Povoletto) è un capitolo di vita che gli stessi familiari hanno ricostruito solo attraverso gli scritti ritrovati insieme ai racconti e ora inclusi nel volume.

I racconti, romanzati con uno stile asciutto, ricco di dialoghi, che permette di entrare subito nella scena tra i protagonisti, hanno dei riscontri storici verificabili attraverso altre fonti, e questo rende la testimonianza di Sarti ancora più preziosa. Sono storie ricche di umanità, dove si agisce senza tentennamenti quando le circostanze lo richiedono, ma sempre con umanità e comprensione dell’altro, mediando su ciò che sta accadendo. Gino – nome adottato anche per la voce narrante di diversi racconti – riesce a vedere un senso anche quando i compagni, con uno sguardo troppo ravvicinato, non riescono a trovarlo, poiché «una battaglia, piccola o grande, è come la vita. Quando si è vissuta, quando la si guarda da lontano, con distacco, in piena serenità, essa appare logica, coerente, chiara. Si comprende che tutto ciò che è accaduto doveva precisamente accadere: sembra il dominio stesso della logica e della razionalità. Ma nel tempo che essa viene vissuta, nessuno di coloro che la vivono si accorge di questa razionalità. Tutto vi appare assurdo, imprevisto, prodigioso».

Il libro sarà presentato la settimana successiva, giovedì 1 ottobre, presso Sala Degano di Povoletto, alle ore 20:30, all’interno della rassegna “Giovedì storia” promossa dal Comune di Povoletto. Durante la serata verrà dedicato uno spazio a La Panarie numero 229, che contiene una seconda versione del racconto che da nome alla raccolta e uno speciale sul terremoto.

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