“Dal mio amore per Cave del Predil nasce Ultimo Schiaffo”
di Gino Gianmarco Stefanel
Mancano pochi giorni a Natale, siamo a Cave del Predil e in mezzo alla neve ci sono due fratelli tuttofare, Petra e Jure, che si arrabattano vivendo alla giornata, con il sogno di cambiare vita. Per andarsene servono soldi. Prima la scomparsa del cane Marlowe, con garanzia di “lauta ricompensa” per chi lo ritrovasse, poi una gara di schiaffi paiono loro buone opportunità di rivalsa…
Ultimo schiaffo è la storia di un gruppo di perdenti che tentano, ogni giorno, di restare a galla, cercando di vincere il proprio senso di inadeguatezza: vorrebbero tutti qualcosa in più dalla vita, sì, ma nessuno sembra avere la forza necessaria per riuscirci. Una dark comedy sulla neve, nella quale non mancano risvolti poetici.
Matteo Oleotto, regista di origine goriziana, torna al grande schermo a dodici anni dallo scoppiettante esordio con Zoran, il mio nipote scemo, dopo tanta televisione di successo (Volevo fare la rockstar – Rai Due, Eppure cadiamo felici – RaiPlay, vari episodi di Doc 3 – Rai Uno e di Maschi veri – Netflix).
Ne abbiamo parlato con lui.
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